T293

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1 November - 5 December 2014
T293 Rome

T293 è lieta di annunciare la terza mostra personale di Patrizio Di Massimo con la galleria. Con il titolo Are Ere Ire è presentato un nuovo corpo di sculture, dipinti, installazioni e performance. I lavori intrecciano polifonici leitmotifs del lavoro dell’artista come nuvole, nappe e cuscini uniti a modelli rappresentativi di oggetti in ferro, tablets reali e metaforici, tende e disegni visionari. L’intera mostra si presenta come attrice e spettatrice di se stessa e al suo interno opera, performer e spettatore giocano ruoli flessibili e intercambiabili. 

[…] In anni non lontani si poteva restare dinanzi agli altari senza limitazioni di tempo, nella piena tranquillità dell’area accesa dai lumi. Si entrava dalla porta principale del tempio con curioso interesse, il sole si faceva largo inondando di taglio le nubi, svelandole e nascondendole all’improvviso. Poi s’indugiava in penombra, stregati dagli effetti che il movimento della luce creava dialogando con forme e colori […]

Il titolo della mostra fa riferimento alle tre coniugazioni presenti nella lingua Italiana: la prima coniugazione verbale è quella dei verbi aventi l’infinito in –are, la seconda quella dei verbi con l’infinito in –ere, e infine per terza quella con i verbi in –ire. Famosa è la filastrocca insegnata ai bambini Italiani fin dai giorni delle scuole elementari che recita: “Are, Ere, Ire. L’Acca va a dormire!” che ne fa pertanto un titolo sin da subito familiare. 

I tre suffissi stabiliscono però allo stesso tempo altrettanti soggetti attorno ai quali la mostra si sviluppa: le ‘are’ sono altari religiosi o mitici, davanti ai quali ci inchiniamo a pregare o a meditare; le ‘ere’ sono metafora del tempo, unico costituente vero della materia di cui siamo fatti; le ‘ire’ infine sono agenti mitologici presenti nello spazio della rappresentazione tanto quanto in quello della nostra immaginazione.

[…] Il bianco del cielo avvolgeva e permeava il tutto, facendo da sfondo a una sinfonia di trame e tessuti, oggetti antichi e nuovissimi; erano cuscini di fiaba, nappe gelate e tende di gomma. Attorno ai lumi le immagini si susseguivano ad altezze alternate, facendosi messaggere di un significato in apparenza semplice ma di un codice rigoroso e complesso […]

L’intera mostra mette in relazione oggetti domestici rappresentati bidimensionalmente tramite pittura e disegno con gli stessi oggetti presenti nello spazio in forma scultorea o installativa. Non c’è gerarchia reale tra le due parti e non è chiaro se uno dei due sia riflesso o il riconoscimento dell’altro. Piuttosto essi coesistono ed esercitano un costante processo di accettazione reciproca. Questo succede con i cuscini rappresentati tra le nuvole nei quattro grandi quadri a parete (Ara Ara AraStream of ThoughtsMindfulness of Emotions, and Cosmic Joke) in relazione a quelli scultorei presenti in diversi punti sul pavimento della galleria e realizzati in finta pelliccia, finta pelle e PVC. Lo stesso avviene tra i performers che siedono sopra i cuscini e giocano con la loro immagine in forma di avatar virtuale creata con l’applicazione Morfo per i dispositivi Apple. Ancora siamo noi donne e uomini a visitare la mostra in compagnia di altrettanti umanoidi dalle sembianze di giganti nappe colorate delle quali siamo duplicazioni.

[…] In esse erano raffigurate le epoche passate e future, le irose furie, moire mitologiche e paurose. E lì di fronte agli altari, si potevano sacrificare i pensieri e le emozioni. Ci s’inchinava solenni in cerca di concentrazione e il respiro scandiva un mantra interiore fatto di continue messe a fuoco. Tutto intorno era il reale e allo stesso tempo la proiezione di un viaggio interiore da percorrere […]

Le nappe sono per l’appunto: Are – color menta o acqua marina, delicata e snob, con la lunga gonna e il busto e capo composto di sfere; Ere – di color rosa, costituita da una corda lunga quasi 80 metri che si attorciglia dall’estremità più alta fino al contatto con una gonna realizzata tramite tecnologia CNC, laccata dello stesso colore; Ire – di colore giallo fluorescente che coniuga una parte superiore a forma di vaso lavorata con una trama simile alla pelle di struzzo e con una parte inferiore di fili intrecciati.

[…] Pulisce l’orizzonte, allontana lo sguardo, leva le stratificazioni […]

T293 - Patrizio Di Massimo – ‘Are Ere Ire’ - 1
T293 - Patrizio Di Massimo – ‘Are Ere Ire’ - 1
T293 - Patrizio Di Massimo – ‘Are Ere Ire’ - 1
T293 - Patrizio Di Massimo – ‘Are Ere Ire’ - 1
T293 - Patrizio Di Massimo – ‘Are Ere Ire’ - 1
T293 - Patrizio Di Massimo – ‘Are Ere Ire’ - 1
T293 - Patrizio Di Massimo – ‘Are Ere Ire’ - 1
T293 - Patrizio Di Massimo – ‘Are Ere Ire’ - 1
T293 - Patrizio Di Massimo – ‘Are Ere Ire’ - 1
T293 - Patrizio Di Massimo – ‘Are Ere Ire’ - 1
T293 - Patrizio Di Massimo – ‘Are Ere Ire’ - 1