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Anna Park – On Tilt
3 October - 13 November
T293 Rome
T293 - Anna Park – On Tilt - 1
T293 - Anna Park – On Tilt - 1
T293 - Anna Park – On Tilt - 1

Per la sua prima mostra personale in Europa Anna Park (Corea del Sud, 1996) presenta una nuova serie di disegni a carboncino in cui il linguaggio figurativo si mescola con l’astratto.

Anna Park – come lei stessa si descrive – è un’osservatrice naturale delle persone. Nella sua infanzia, spostandosi costantemente da una città all’altra, ha sviluppato un approccio voyeuristico alla vita che è in seguito divenuto evidente nella sua pratica artistica. L’attenta osservazione di ambienti ricchi di contrasti vissuti in prima persona diventa una vera e propria indagine sul comportamento umano che in un secondo momento l’artista traduce in maniera personale attraverso il suo caratteristico stile.

Il processo creativo di Park inizia con la selezione di una fotografia dal proprio archivio, solitamente di un luogo affollato. Le linee nette e le forme taglienti della folla vengono utilizzate come elementi guida da cui partire per impostare l’architettura della composizione. Dopo aver visualizzato l’immagine in bianco e nero, Park avvia un secondo approccio più istintivo. La forza creativa fluisce quindi spontaneamente dal carboncino attraverso la carta, riempiendo lo spazio con un ritmo seducente. Il risultato è una composizione sempre suggestiva orchestrata da un uso raffinato di luci e ombre.

Il titolo della mostra On Tilt suggerisce l’essere sull’orlo di un crollo emotivo. Le scene altamente elaborate raffigurate sui disegni sono composizioni claustrofobiche costruite a partire da un numero indefinito di elementi. Le immagini sono congelate nei loro momenti di maggior impatto e il tempo sembra essersi fermato nel suo istante più drammatico. Creando questi fotogrammi effimeri di estasi l’artista offre l’opportunità di svelare lentamente le potenti immagini che si trovano al di sotto, istigando una coinvolgente esperienza di scoperta.

L’espressività del chiaroscuro trova molteplici riferimenti che derivano da fonti diverse come le produzioni hollywoodiane degli anni Venti, attraversando poi il linguaggio dei fumetti e culminando in interessanti menzioni futuristiche. La deformità che caratterizza le opere di Anna Park, sebbene pervase da distinti riferimenti old school, sono un riflesso del nostro tempo. I suoi dipinti finiscono per essere precise osservazioni del senso di estasi e ansia che l’ultima generazione fronteggia in un flusso crescente, rappresentando una visione spesso inquietante ma sempre impeccabile della contemporaneità.