t twoninethree

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9 November - 18 December, 2021
T293 Rome
T293 - David Maljković – Forthcoming - 1
T293 - David Maljković – Forthcoming - 1
T293 - David Maljković – Forthcoming - 1
T293 - David Maljković – Forthcoming - 1
T293 - David Maljković – Forthcoming - 1
T293 - David Maljković – Forthcoming - 1
– Accolsi Ana per una visita a settembre, a fine estate. Le preparai un caffè con whiskey. Mi regalò un libro di Sergije Glumac e io, per ricambiare, le donai il mio ultimo libro Plates and Plinths. Incominciammo a parlare delle tradizioni orali della nostra regione  che diventano presto una mitomania di cui ci nutriamo pur rimanendo sempre affamati. Continuammo la nostra conversazione, circondati da un contesto pittorico di cui tentammo anche di parlare. Ana diede un’occhiata a Pink Fate of the Black Forest, lavoro per me cruciale poiché quando mi trovai intrappolato nella tradizione mi aiutò a liberarmene. In the Pictorial code stava dietro di lei, l’opera che mi permise di distinguere, in un certo modo, i vari codici, la loro e la mia affiliazione e se tutto questo avesse un significato. Il tema criptico di Ivan Generalić ne In the Garden of Pigs era anche nelle vicinanze. Sembrò che in quell’occasione la politica degli sguardi non fosse ambigua, si muoveva in direzioni diverse e lo sguardo stesso non era qui solo per denotare qualcosa, ma per far attraversare tutte quelle relazioni e stabilire nuovi valori con esse. Tutte queste relazioni di comprensione e di significato potenziale non portavano a temi specifici, ma alla relazione con essi. 
Ad un certo punto Ana mi interruppe e mi chiese quando li avrei mostrati. “In un certo momento il prossimo anno, a primavera o inizio autunno” risposi. Voglio dire, devono restare qui ancora un po’ di tempo. Avevo bisogno di loro come un momento che si protrae nel tempo – 
 
Roma a novembre
 
Il contenuto all’interno dei lavori mostra è precisamente questo lasso di tempo prolungato. Oggetti di natura tecnica sono i trasmettitori di quel momento, delle sorte di visitatori pittorici, che osserviamo non solo come articolazione spaziale della mostra, ma anche come rappresentativi della disposizione di differenti spazi; la galleria, lo studio d’artista… Questi fenomeni apparentemente secondari nella formazione dei contenuti di una mostra sono invece il presagio di un’intera serie di eventi futuri. I cavalletti agiscono come piattaforme letterali e metaforiche attorno ai cui temi, o dipinti nel senso più ampio del termine, sono oggettivati. Spostandosi da un oggetto all’altro, essi forniscono l’immagine di una realtà spezzata attorno alla quale la sintassi della mostra è costruita, aprendo nuovi processi semantici in quella rete di relazioni.