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Electric Affinities – Erica Mahinay, Dylan Rose Rheingold, Amy Stober, Michelle Uckotter
July 14 - September 16, 2022
T293 Rome
T293 - Electric Affinities – Erica Mahinay, Dylan Rose Rheingold, Amy Stober, Michelle Uckotter - 1
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 “If the body is no longer a site of otherness but of identification, then we have urgently to become reconciled with it, repair it, perfect it, turn it into an ideal object.”

– Jean Baudrillard

 

T293 è lieta di presentare Electric Affinities, mostra collettiva che riunisce nuove opere di Erica Mahinay (1986, California), Dylan Rose Rheingold (1997, New York), Amy Stober (1994, New Jersey) e Michelle Uckotter (1992, Baltimore).

La mostra collettiva Electric Affinities presenta nuove opere di quattro artiste, le quali celebrano le vibranti possibilità di connessione tra corpi, siano questi umani o meno. Attraverso diverse pratiche e materiali come dipinti a olio, dipinti su tessuti e sculture ready-made, le artiste onorano l’esperienza di essere umani, di essere un corpo vivente nello spazio e le relazioni che si possono stabilire con altri corpi. Le opere comunicano le sue qualità sensuali attraverso la dinamicità dei suoi elementi allo stesso tempo che l’apparente immobilità di certi componenti ripropone i loro significati alla nostra percezione. Il dialogo tra le opere è concepito come una riconciliazione con i propri sensi, discutendo il nostro rapporto con presenze materiali o immateriali della nostra quotidianità.

Le opere di Erica Mahinay richiamano l’attenzione sui sensi, evocando incontri visivi fuori dall’esperienza fisica. La neuroscienza contemporanea supporta l’idea che incontrando l’arte visiva, l’intreccio dei sensi porta a più ampie sensazioni corporee. Le superfici lisce, permeabili, umide, asciutte, appiccicose o/e polverose si intrecciano tra loro in composizioni a volte astratte, a volte figurative che sfiorano la leggibilità. Mediante a questi confini, il tatto funge da bussola per la navigazione nella nostra esperienza umana in cui il sensuale è inseparabile dal percettivo e dal concettuale.

I dipinti di Dylan Rose Rheingold esplorano l’adolescenza e la nostalgia mentre servono da sfoghi per l’auto-riflessione, esplorando momenti mondani delle nostre vite pubbliche e private. La sua pratica è fortemente influenzata dal concetto di identità e dalle sue esperienze personali come giovane donna, principalmente riguardo la memoria, l’intimità, la psicologia e la cultura contemporanea americana. Attraverso una narrazione non lineare, l’artista sonda scene di fantasia e soggetti ispirati al suo passato, per indagare l’idea di alterità attraverso uno sguardo femminile.

Attraverso la sua pratica scultorea, Amy Stober è interessata all’espressione delle nostre identità attraverso i nostri beni, nonché a come modelliamo le nostre identità attraverso l’influenza di oggetti materiali. La pratica di Stober combina la costruzione di calchi e la pittura in una serie processionale di passaggi, che attraverso la ripetizione mira a elaborare l’identità personale e le nostre relazioni con le cose materiali. Concentrandosi sulle borse, la sua serie più recente riproduce un oggetto con forti legami con l’espressione di genere, sottolineando un’interazione molto intima con il corpo femminile.

Michelle Uckotter presenta una serie di sculture ready-made che risignificano il nostro rapporto con oggetti quotidiani, attribuendo a queste figure tratti e atteggiamenti umani. Conosciuta per i suoi dipinti di corpi femminili senza volti, Uckotter gioca su determinate strutture e cliché che possono essere trovati nei film e nella letteratura horror. Attraverso questa nuova serie di sculture, l’artista attiva lo spazio che le circonda, senza evocare una narrazione specifica, ma semplicemente creando un allestimento essenziale da cui lo spettatore è attratto e, a volte, anche respinto.