t twoninethree

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March 4 - April 16
T293 Rome
T293 - Ethan Cook – Chimera - 1
T293 - Ethan Cook – Chimera - 1
T293 - Ethan Cook – Chimera - 1
T293 - Ethan Cook – Chimera - 1
T293 - Ethan Cook – Chimera - 1
T293 - Ethan Cook – Chimera - 1

T293 è lieta di presentare Chimera, la terza mostra personale di Ethan Cook in galleria, in cui l’artista espone una serie di nuove opere di grandi dimensioni tessute a mano.

Questa produzione vede per la prima volta l’introduzione di forme curve nelle composizioni di Ethan Cook. Ampiamente noto per le sue tele astratte e colorate in cui le linee orizzontali e verticali dettavano la struttura compositiva dei lavori, l’artista amplia ora il suo lessico artistico aggiungendo forme organiche, ritmicamente organizzate sulla tela. I color-blocks, anteriormente connessi alle estremità delle opere, adesso si muovono liberamente all’interno dello spazio compositivo, come se avessero raggiunto l’indipendenza dopo un lungo periodo di meditazione.

In Chimera, Cook gioca principalmente con la combinazione di diverse sfumature di rossi e di azzurri, concentrando la sua attenzione sull’intersezione, la giustapposizione e la combinazione di queste forme. L’effetto ondeggiante dell’ensemble dei lavori appare come un ballo di forme concrete: spostandosi liberamente da un’opera all’altra, le diverse sfumature di rossi afferrano le proprie matericità e risuonano all’interno delle tele, attribuendo grande elettricità all’ambiente. Contemporaneamente, la presenza di diverse tonalità di azzurri attribuisce, a sua volta, una contrastante condizione di distensione.

La mostra continua nella sala adiacente, dove si trova una serie di tre opere che propone un ambiente alternativo e contribuisce a sottolineare l’armonia insita delle composizioni, esenti da forti contrasti. Composte da diverse sfumature di verdi, viola e gialli, questo gruppo di opere ci offre una nuova sfera di sensazioni, che si oppone alla vivacità della stanza accanto e propone invece un’atmosfera di serenità.

Cook continua la sua ricerca sull’esistenzialismo della materia, costruendo il colore attraverso un laborioso processo artigianale di tessitura, tramite il quale dà forma a composizioni astratte in cui le imperfezioni del lavoro manuale sono percepibili, implicando in questo modo le differenze fondamentali tra uomo e macchina. Inoltre, trasformando la tela in un’opera d’arte stessa, invece di un mero supporto dell’opera, l’artista propone un punto di vista alternativo su come le opere d’arte astratte dovrebbero essere ricevute, interrogandosi su come la contemporaneità affronti questioni come oggetto-soggetto dell’arte, aprendo infine un nuovo dialogo con i suoi spettatori.