T293

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Gregory Fong
‘Love actually’
February 11 - April 8 2011
T293 Naples

Uno degli spunti della mostra è il libro di Dale Carnegie Come trattare gli altri e farseli amici che l’artista ha iniziato a leggere motivato dalla volontà di coinvolgere efficacemente un ambito della realtà. Il libro, che si contraddistingue per l’atteggiamento di superiorità dell’autore e per il suo insistere su certi principi, arriva tuttavia a provare che essi sono palesemente riconoscibili nella cultura del business americano. Sebbene le idee delineate in Come trattare gli altri e farseli amici esistessero già prima che il libro fosse pubblicato nel 1938, una volta messe insieme, risultavano convalidate.

Come trattare gli altri incoraggia il lettore a non reagire di istinto, ma al contrario, il testo sostiene l’idea che possiamo e dobbiamo manipolare la nostra identità sociale con la volontà. Nonostante Carnegie difenda il principio della sincerità, l’individuo di  successo è secondo lui capace di accantonare il desiderio immediato e trattenere il giudizio in modo tale da ottenere la fiducia e il controllo sui propri pari.

‘Love actually’ si ispira alla strana realtà che Come trattare gli altri e farseli amici ha raffigurato, una realtà in cui il desiderio è disconnesso dall’azione e le prerogative del sé sono sopraffatte dall’imperativo dell’immagine del sé. La mostra si divide in tre parti. La prima stanza si presenta come una sala di lettura in cui poter consultare diverse edizioni del testo di Carnegie. Sulle pareti inoltre sono visibili i ritratti fotografici dell’artista e dello staff della galleria, modificati in modo tale che la loro carnagione risulti più scura come per effetto dell’abbronzatura. Nella stanza adiacente, ogni venerdì, per tutta la durata della mostra, un corso gratuito di Pilates è aperto ai visitatori della galleria. Nella terza e ultima stanza, i neon della galleria sono sostituiti da lampade UV alle quali vengono affiancate alcune sedie Philippe Starck modificate dall’artista. Inseriti in un contesto diverso, gli oggetti e i rituali presentati trasformano la mostra in un luogo di conoscenza, spronando alcuni a una sincera ricerca di se stessi (l’artista, la classe di Pilates, lo staff della galleria) mentre offrono uno scenario critico e riflessivo per altri.

 

 

T293 - Gregory Fong – “Love actually” - 1
T293 - Gregory Fong – “Love actually” - 1
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T293 - Gregory Fong – “Love actually” - 1
T293 - Gregory Fong – “Love actually” - 1