T293

·
“Perché Napoli?”
October 10 - November 21 2008

In occasione del ciclo di mostre “Perché Napoli?” Lucie Fontaine ha concepito T.D.P.D.T., un teatro delle marionette che dialoga con il passato mitico della città. Nella cornice di luoghi celebri di Napoli ­– il Lungo Mare, Napoli Sotterranea e il Maschio Angioino – e punti chiave della comunità artistica dagli anni Settanta a oggi – Piazza del Plebiscito, la Campagnola e Piazza dei Martiri – 12 personaggi del mondo dell’arte cari alla città si susseguono in una serie di dialoghi immaginari.

In accordo con la natura schizofrenica di Lucie Fontaine, non esiste una logica che lega personaggi e dialoghi. Lavorando sulla morale per tipi e su un sistema aleatorio, Lucie Fontaine da vita a una commedia dell’assurdo dove artisti, galleristi, curatori e collezionisti diventano materiale connotato ma al tempo stesso aperto a inaspettate manipolazioni. Utilizzando diversi livelli T.D.P.D.T. si presenta come una piattaforma dove diverse questioni dialogano nel segno dell’ironia. Riflettendo sui sistemi di produzione e comunicazione, Lucie Fontaine propone un progetto che utilizza l’humus artistico di Napoli come espediente per dichiarare la sempre maggiore intercambiabilità all’interno dei sistemi culturali. In altre parole assistiamo al passaggio da un “gioco di ruoli” a una sempre più fluida co-abitazione dei diversi giocatori che agiscono nel campo dell’arte.

Lucie Fontaine è una datrice di lavoro dell’arte che vive e lavora a Colmar (FR). I suoi due* impiegati dell’arte la definiscono la Jamie Lynn Spears dell’arte contemporanea, “gravida e in cerca di facile successo”. “Perché Napoli?” è un progetto di T293 legato alla città di Napoli. Sei appuntamenti concepiti da sei artisti per lo spazio di Piazza Amendola. Il ciclo si concluderà con la pubblicazione di un libro, a cura di Lucie Fontaine, presentato durante l’inaugurazione finale. Il Progetto “Perché Napoli?” è stato organizzato grazie al sostegno di Paul Thorel.

* “Abbiamo scritto l’Anti-Edipo in due. Poiché ciascuno di noi era parecchi, si trattava già di molta gente”. Gilles Deleuze e Felix Guattari, I mille piani, 1. Introduzione: Rizoma