t twoninethree

·
Tendai MupitaKuedza Mudzimu nesengere
09 June - 31 July, 2020
T293 Rome
T293 - Tendai Mupita – Kuedza Mudzimu nesengere - 1
T293 - Tendai Mupita – Kuedza Mudzimu nesengere - 1
T293 - Tendai Mupita – Kuedza Mudzimu nesengere - 1
T293 - Tendai Mupita – Kuedza Mudzimu nesengere - 1
T293 - Tendai Mupita – Kuedza Mudzimu nesengere - 1
T293 - Tendai Mupita – Kuedza Mudzimu nesengere - 1

I lavori esposti traggono ispirazione dalla tradizione religiosa e spirituale dello Zimbabwe, Paese d’origine dell’artista e dove tuttora risiede e lavora, per indagare il processo, le condizioni e i risultati della meditazione. Attraverso le tecniche del disegno e della pittura, Mupita intende condurre l’osservatore lungo un viaggio contemplativo all’interno dell’ambiente culturale africano e verso la ricerca di sé stessi.

Il titolo della mostra ‘Kuedza Mudzimu nesengere’ è un’antica espressione in Shona, la madrelingua dell’artista, che potrebbe essere tradotta – come spiega egli stesso – in “coloro che sono disposti a correre pericolosi rischi”, “coloro che sono inclini a compiere sforzi, generalmente considerati sprecati per l’esito quasi certamente negativo che avranno”. Mupita si identifica e incarna questa figura in ciascuna delle sue opere e affronta, con profonda contemplazione, il macro e il micro ambiente che lo circonda.

Durante le lunghe passeggiate in campagna, l’artista osserva i paesaggi, i villaggi, i tessuti e gli animali che popolano questi immensi spazi e li traduce in coloratissimi motivi, composti sulla base di infiniti piccoli cerchietti. “Ogni particella”, spiega Mupita, “contiene un intero universo e, riducendo gli elementi nei suoi più piccoli frammenti, invito il pubblico, attraverso un’osservazione più intima e ravvicinata, ad entrare con me in un percorso esplorativo, che parta dalla mia opera e raggiunga un livello interiore più intimo”.

L’atto meditativo esegue una pittura quasi ipnotica, che cerca nuove possibilità per la rappresentazione della realtà attraverso la ripetizione del motivo-cerchietto. Solo un’attenta osservazione dei dipinti permette di distinguere – nella moltitudine compositiva – elementi naturali e creature ibride, che traducono visivamente la concezione ideale di Mupita secondo la quale non è consentita alcuna gerarchia tra gli esseri viventi, poiché uomini, animali e materia organica occupano lo piani egualitari di importanza.

 I grandi disegni e il video in mostra raccontano dello sforzo di Tendai Mupita nel trasmettere al pubblico l’esperienza stessa, quasi mistica, che lo attraversa nel momento dell’atto creativo. In questo modo, Mupita offre allo spettatore una sincera e reale esperienza per avvicinarci alla tradizione della sua terra e al simbolismo della sua ricca cultura.

Per visionare la Viewing Room di Tendai Mupita, clicate qui. 

 

Tendai Mupita is a visual sarungano; a storyteller that conveys imagination, feeling and mytical sensations through colorful, bright compositions.
Drinking from the long tradition of African orature, his images are dramatic, vivid and fluid, like the texture of dreams. As visions or reflections on trickling water, Mupita’s works give shape to imaginative, hybrid beings and quasi-geometric forms through an unique combination of color, light and line – or the absence of it –, which exist somewhere between abstraction and figurativism. Neither mosaic, nor pointillist, his compositions explore the circularity of dots and mandalas as homage to Shona culture, especially its vernacular architecture.
From Shona oral art, his works invoke non-human figures, which are portrayed traditionally as trickster heroes: anthropomorphized animals with magical powers who embody opposite truths or behaviors, often used to create comprehension of the unknown or to teach people how to deal with contradictions in life.

The paintings presented in “Kuedza Mudzimu nesengere” (“Testing the waters”) express a cosmovision in which the natural world, spiritual realm and human existence are intrinsically linked. They create an aura of illumination maybe only achieved through meditative states, where linearity is washed away by the power of ancestrality, the revelation of self and the depth of knowing through subjective observation. Mupita’s first solo show in Europe is an awakening for wider viewers to the unique talent of this contemporary Zimbabwean artist; as well as an invitation to dive with him in another way of experiencing the world(s), which is as mystical as it is real.

– Hélio Menezes