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Trey AbdellaDownhill from Here
October 31 – November 30, 2019
T293 Rome
T293 - Trey Abdella – Downhill from Here - 1
T293 - Trey Abdella – Downhill from Here - 1
T293 - Trey Abdella – Downhill from Here - 1

L’autofiction è un artificio letterario in cui i personaggi immaginari che rappresentano l’autore stesso dell’opera, appaiono, dichiaratamente o sotto mentite spoglie, come figure idealizzate all’interno della narrazione. La pratica, solitamente letta anche da una prospettiva psicologica, viene applicata anche alle arti visive quando gli artisti si includono nelle loro narrazioni, come accade con gli autoritratti fino alle interpretazioni più astratte di se stessi.

Downhill from Here, la prima mostra personale in Europa dell’artista newyorkese Trey Abdella, presenta per T293 una nuova serie di dipinti in cui le situazioni più ordinarie come cucinare, stirare o fare giardinaggio sono rappresentate da un impetuoso e personale punto di vista, una narrazione che trova la sua forza nella banalità stessa della vita.

Ispirandosi a film degli anni ’90 come “Chi ha incastrato Roger Rabbit?” e “Cool World”, l’artista crea un universo in cui i cartoni animati coesistono con personaggi della vita reale. Così come i surrealisti americani degli anni 60, come i Chicago Imagists, che si allontanavano dall’avanguardie artistiche per creare un loro nuovo linguaggio visuale, Abdella unisce il surrealismo, l’estetica dei fumetti e le sue esperienze personali per poi illustrare stati mentali, idee non convenzionali e i suoi elaborati mondi immaginari. Nello stabilire un peculiare collegamento tra i due mondi, i dipinti enfatizzano il travolgente senso di mortalità delle nostre vite mentre raffigurano situazioni estremamente familiari. L’artista si ispira alle sue disavventure quotidiane, guardandole da una prospettiva personale e inserendo a testimonianza di ciò la rappresentazione delle sue stesse mani, presenti in molte delle opere.

Abdella si immerge nella cultura contemporanea, con la sua enorme produzione di immagini e raccoglie riferimenti che vanno dal realismo barocco, passando attraverso il classico linguaggio dei cartoni animati, fino ad arrivare alla nostra cultura digitale. La vernice acrilica è la base di tutti i suoi dipinti, ma in alcuni casi l’artista inserisce elementi fisici come colla, vetro o glitter, trasformando la tela in un pezzo quasi tridimensionale. Fondendo diversi linguaggi pittorici, sperimentando materiali e tecniche, egli crea un nuovo discorso visivo che riflette chiaramente un massiccio attacco visivo e informativo che vivono le giovani generazioni.

I dipinti di Abdella sono un discorso senza fine, un universo di riferimenti che evoca attraverso la pittura la surrealtà contemporanea, in cui i limiti tra vita reale e finzione sono più che mai prossimi a scomparire.