t twoninethree

·
25 October - 3 December 2016
T293 Rome
T293 - Tris Vonna-Michell – ‘Register’ - 1
T293 - Tris Vonna-Michell – ‘Register’ - 1
T293 - Tris Vonna-Michell – ‘Register’ - 1
T293 - Tris Vonna-Michell – ‘Register’ - 1
T293 - Tris Vonna-Michell – ‘Register’ - 1
T293 - Tris Vonna-Michell – ‘Register’ - 1
T293 - Tris Vonna-Michell – ‘Register’ - 1
T293 - Tris Vonna-Michell – ‘Register’ - 1
T293 - Tris Vonna-Michell – ‘Register’ - 1
T293 - Tris Vonna-Michell – ‘Register’ - 1
T293 - Tris Vonna-Michell – ‘Register’ - 1
T293 - Tris Vonna-Michell – ‘Register’ - 1
T293 - Tris Vonna-Michell – ‘Register’ - 1
T293 - Tris Vonna-Michell – ‘Register’ - 1
T293 - Tris Vonna-Michell – ‘Register’ - 1

T293 è lieta di presentare Register, la quarta personale in galleria di Tris Vonna-Michell. La mostra si compone di nuovi lavori audio e video, riassemblati ed esposti secondo le proprietà strutturali dello spazio.

Posta all’ingresso come preludio all’intera mostra, Punctuations and Perforations (2016) è un’installazione composta da una doppia proiezione. Posta in un angolo piuttosto connotato della galleria, una grande immagine viene proiettata in modo tale da distorcere l’altrimenti statico mezzo della fotografia. Un’immagine di una parete dello studio dell’artista, scattata a tutta apertura del diaframma, ritrae una serie di oggetti così da comporre un collage dei processi fotografici ed empirici che caratterizzano la sua pratica artistica. Non uno solo, ma molti dei lavori a cui Vonna-Michell si è dedicato recentemente sono qui ritratti in un unico montaggio, come a documentare il processo materiale che costituisce una pratica quotidiana. L’estetica iperreale di questo lavoro enfatizza la dimensione temporale che è sempre presente nei lavori e nelle performance dell’artista come si evince dall’indicazione di un preciso orario presente nell’immagine (le 3:54). Un video inedito in alta definizione è posto accanto all’installazione come a segnarne il suo completamento. Registrato su pellicola 16mm e poi digitalizzato, il film indaga con fare quasi documentaristico i diversi passaggi che permettono la duplicazione e lavorazione di alcuni negativi in un laboratorio che ha però le sembianze di un piccolo capanno domestico. Questo video accompagna le diapositive con immagini in movimento che ritraggono la catena temporale di gesti che compongono una pratica quotidiana. Non c’è, tuttavia, sincronizzazione alcuna tra le due proiezioni, né narrazione che le unisca. Il film è infatti scandito dai soli rumori prodotti dalle mani di colui che tocca e ritocca senza sosta i negativi, le apparecchiature e i macchinari. 

Postscript III-V (Berlin) (2016) è un video in alta definizione che mira a ricostruire alcune passate esperienze dell’artista e della sua famiglia all’interno del più ampio contesto della storia della città di Berlino. La narrazione parte nel presente, con l’artista che afferma: “Ci sono molti oggetti che appartengono a questa storia. Sono andato nel mio studio oggi per cercarli..”. Tuttavia, da quel momento in poi diverse storie e narrazioni confluiscono all’interno del racconto dell’artista, molte delle quali appartengono a un passato molto lontano e soltanto presumibile. Secondo una simile disposizione, il video si sviluppa attraverso il montaggio di 3 versioni di una precedente installazione (da titolo Postscript III-V (Berlin)), tutte proiettate contemporaneamente nello studio dell’artista. Il contenuto e il ritmo del lavoro originale restano gli stessi, mentre la differenza tra le sequenze delle proiezioni diventa più evidente.

Register (2016), una nuova produzione in alta risoluzione, la terza ed ultima presente in mostra, è un lavoro che cristallizza la fluidità del progetto. Si tratta di una sequenza animata di fotografie realizzate dall’artista nel corso di un viaggio in Giappone compiuto nel 2008. Scattate in spazi transitori come sottopassaggi, viadotti, stazioni e ormeggi, le immagini sono poi riassemblate all’interno di una narrazione anacronistica che obbliga il fruitore ad andare avanti e indietro nel tempo. La colonna sonora che accompagna il film è il risultato di un montaggio di composizioni musicali dell’artista-musicista di Anversa Jan Matthé, e di registrazioni sul campo di frammenti di vita consumistica giapponese fatte da Vonna-Michell. Combinando la spontaneità dell’ambiente rappresentato dai suoni registrati sul campo con le riflessioni a-posteriori dell’artista, restituite qui sotto forma di immagini, la colonna sonora evidenzia ulteriormente la poetica e profonda semplicità delle diapositive. Queste sono animate dall’artista che le colloca su superfici luminose o le proietta attraverso l’acqua. L’elemento liquido funge difatti da filtro e le immagini emergono in seguito all’agitazione manuale di alcuni fogli di carta traslucida che catturano e rifrangono le proiezioni. Il proiettare, l’allargare e l’orchestrare diversi immaginari in modo analogico e manuale viene poi ulteriormente alterato dagli effetti digitali della continua animazione.

Allestita in relazione all’architettura di un angolo della galleria, Recording (2016) è un’installazione comprendente una stampa e un acquario. Nata dalla rielaborazione di un lavoro recente, quest’opera segna la fine di una mostra i cui significati restano fluidi e indeterminati, sviluppandosi nel contesto di una ricerca artistica altamente riflessiva, com’è quella di Vonna-Michell. Tutte le corrispondenze tra i lavori in mostra sono sottili e non essenzialmente atte a essere composte in un unicum; eppure, queste corrispondenze permettono di delineare i confini di una mostra che non si propone come mera esibizione dei lavori dell’artista, piuttosto dispiegandosi sulla moltitudine di processi e riflessioni che compongono il suo universo fotografico.

>> VIDEO