T293

·
Dan Rees“Cryogenic Blue”
November 19 - December 22 2011
T293 Rome

‘Fotografando il mondo naturale mi sento connessa con la vita e provo il desiderio di preservarne l’eredità. Io amo la fotografia perché essa accresce il mio profondo rispetto per la bellezza e la varietà grafica della natura; che si tratti del coinvolgimento in un progetto sui senza tetto in America o di riprendere ghiacciai, fauna o paesaggi, io spero di contribuire alla conoscenza di alcuni dei problemi e dei tesori del nostro mondo. Forse, in piccola parte, questo può contribuire ad una maggiore comprensione’. – Tipper Gore
 
T293 inaugura la terza personale di Dan Rees, la sua prima mostra nello spazio di Roma. L’artista gallese, attualmente di base a Berlino, presenta una nuova serie di dipinti e di sculture contenenti elementi fotografici. La ‘temperatura’ dell’atmosfera e il vocabolario del progetto evocano gli attuali climi ed umori sociali.
 
Il titolo ‘Cryogenic Blue’ fa riferimento alla criogenesi, il processo che serve a solidificare a temperature estremamente basse diverse sostanze, addirittura i corpi umani in attesa di essere successivamente “scongelati” con la speranza di poter tornare a vivere; un’idea a cui viene simbolicamente sottoposta un’intera società in cerca di una scossa che la faccia risvegliare dal torpore in cui è calata.
 
Il primo elemento in mostra è costituito da una successione di dipinti dai colori vivaci sospesi ad una serie di appendiabiti di legno. Questo sistema è ispirato dai disegni del movimento Shaker definito da un’estetica artigianale epurata e da uno stretto codice morale.
Precisa e ben delineata, la successione degli elementi si rifà all’ordine simbolico e ai comportamenti compulsivi che l’Occidente impone agli individui attraverso i rituali di consumo. L’esclusione di molti da quest’ordine è stata la recente causa degli scontri in Inghilterra, paese di origine dell’artista, indirizzati contro le vetrine e gli oggetti in esse esposti. Questi dipinti sono anch’essi ‘in vetrina’ simulando un qualsiasi stock di vestiario di strada.
 
Un gruppo di teche luminose di varie misure e disposte irregolarmente nello spazio compone il secondo elemento della mostra. All’interno di questi dispositivi che imitano un’esposizione museale, Dan Rees ha inserito alcune foto di ghiacciai scaricate dal sito di Tipper Gore (ex moglie di Al Gore e fotografa professionista), dove i paesaggi si susseguono ad immagini di povertà. Evidenziando l’atteggiamento naive con cui vengono abbinate le foto, Dan Rees mette a confronto l’interpretazione del mondo visto dalla classe politica alla disinvolta creatività dell’artista.

 

 

T293 - Dan Rees – “Cryogenic Blue” - 1
T293 - Dan Rees – “Cryogenic Blue” - 1
T293 - Dan Rees – “Cryogenic Blue” - 1
T293 - Dan Rees – “Cryogenic Blue” - 1
T293 - Dan Rees – “Cryogenic Blue” - 1
T293 - Dan Rees – “Cryogenic Blue” - 1
T293 - Dan Rees – “Cryogenic Blue” - 1
T293 - Dan Rees – “Cryogenic Blue” - 1
T293 - Dan Rees – “Cryogenic Blue” - 1
T293 - Dan Rees – “Cryogenic Blue” - 1
T293 - Dan Rees – “Cryogenic Blue” - 1
T293 - Dan Rees – “Cryogenic Blue” - 1
T293 - Dan Rees – “Cryogenic Blue” - 1